LETTERA DAL PRESIDENTE CEI

Come nuovo Presidente CEI, vorrei salutare tutti i nostri associati nei nove paesi europei, che attualmente rappresentiamo in Europa, con una o più associazioni di agenti immobiliari in Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna, con ben oltre 20.000 agenti immobiliari.

Dalla sua fondazione nel 1988 la CEI è stata molto attiva, ma ci sono ancora molti problemi da risolvere per la professione immobiliare in Europa, con tutte le sue leggi più disparate e le diverse condizioni di mercato. E' intenzione della CEI unificare le leggi in Europa concernenti l'ammissione alla professione e di armonizzare, il più possibile, le varie procedure e regolamenti del settore immobiliare.

Il Trattato di Roma del 1958 imponeva l'abolizione "di ostacoli al libero movimento di beni, persone, servizi e capitali" tra gli Stati Membri, ed il singolo mercato Europeo, con circa 360 milioni di persone, si realizzò effettivamente nel 1993. Ora abbiamo la libera circolazione di persone e cose e quindi si dovrebbe avere il diritto di lavorare, con pari diritto, in qualsiasi paese membro dell'Unione, con tante nuove opportunità di lavoro per l'agente immobiliare.

Tutto bene, ma le cose non sono così semplici. Articolo 222 del Trattato di Roma, che esclude per il momento legislazione europea in campo immobiliare, non permette però che i Stati Membri debbano abbassare i loro standard di qualifiche professionale a quello dei paesi confinanti. Il problema sta anche nella mancanza di una specifica legislazione per il reciproco riconoscimento della qualifica di agente immobiliare, come peraltro esiste per i medici, le ostetriche, i farmacisti e gli architetti.

Per complicare ancora di più le cose, in alcuni paesi le qualifiche richieste per poter diventare agente immobiliare sono minime, se non proprio inesistenti, come in Germania. Il paradosso risultante, è che un tedesco, che vuole aprire un'agenzia in Francia dove c'è una severa regolamentazione, dovrebbe operare secondo i requisiti minimi del suo paese, cioè, nessuno! La prospettiva invece, di dover affrontare un difficile esame scritto in lingua straniera, per otenere la qualifica in quel paese, fornirebbe un vero ostacolo, contrario al principio della libera circolazione stabilito nel 1958.

La CEI, con la sua presenza costante a Bruxelles, ha già promosso presso la Commissione Europea D.G. XV, che esamini la situazione degli agenti immobiliari per quanto riguarda il riconoscimento reciproco della professione. La CEI sta anche contribuendo con il suo studio comparativo "La situazione Legale degli Agenti Immobiliare in Europa" e manterrà stretti contatti con la Commissione per collaborare sul problema.

Se consideriamo che la famiglia media in Europa consuma circa un terzo dei suoi introiti annuali per pagare l'affitto della sua abitazione e che molte famiglie utilizzano i risparmi della vita per l'acquisto della loro prima casa e considerando che le agenzie immobiliari hanno un ruolo significativo nella gestione di questo patrimonio famigliare, è evidente la necessità urgente di regolamentare seriamente l'accesso a questa importante professione, per assicurare responsabilità, competenza e professionalità.

Infatti necessiterebbe una Direttiva del Consiglio Europeo, per incoraggiare i Stati Membri ad armonizzare le loro leggi al riguardo ed imporre dei standards minimi, ma adeguati, per l'accesso alla professione immobiliare. La CEI sta attualmente preparando un testo di Direttiva da proporre alla Commissione Europea, anche se ci risulta molta resistenza alla regolamentazione della nostra professione (vedere anche Art. 222). E' qui che tutti i 21,000 membri CEI, possono assieme fare molto, parlandone e facendo pressioni sui loro Parlamentari Europei.

Un altro ambizioso progetto intrapreso ultimamente dalla CEI, è l'organizzazione di corsi di formazione professionale, con specializzazione nel lavoro internazionale europeo e spero di potervi dare delle interessanti notizie al riguardo, in un mio prossimo comunicato.

Vorrei cogliere l'occasione per ricordare a tutti i membri CEI, di utilizzare le Schede Immobili CEI nella collaborazione internazionale. Queste schede bilingue, sono state studiate per mi

gliorare la comunicazione con i colleghi oltre confine e facilitare la conclusione di vendite. Ci sono ancora molti altri progetti allo studio dalla CEI, nel suo scopo di diventare La Voce dell'Agente Immobiliare in Europa, ed influenzare la politica dell'Unione Europeo riguardo il settore immobiliare e difendere gli interessi degli Agenti Immobiliari in Europa, nonché quelli dei consumatori, assicurando che gli acquisti immobiliari siano gestiti da professionisti altamente qualificati e di provata moralità.

Lorenzo Camillo

Settembre 1996

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